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Condannato a 20 anni il padre-nonno di Nuxis





Condannato a 20 anni di reclusione il pensionato di 71 anni,  originario di Nuxis,  accusato di aver ucciso, nel 1996, il neonato frutto dell’incesto con la figlia.


Per l’uomo  l’accusa aveva sollecitato 6 anni e 8 mesi di prigione contestandogli solo la violenza sessuale nei confronti della figlia, e chiedendo quindi l’assoluzione per l’omicidio del bambino. Di parere diverso il gup di Cagliari, Giuseppe Pintori, che ha condannato il padre-nonno anche per il delitto del neonato. Il giudice ha anche rinviato a giudizio la madre della piccola vittima che – difesa dall’avvocato Ignazio Ballai – ha scelto il rito ordinario e dovra’ comparire davanti alla Corte d’assise il prossimo 11 marzo per rispondere di omicidio. Non e’ dunque stata accolta la richiesta di derubricare il reato in infanticidio avanzata dal suo difensore.

La vicenda risale al febbraio del 1996 quando un automobilista noto’ sotto a un cavalcavia il corpicino senza vita di un neonato. Il piccolo, accertarono le indagini, era stato ucciso: soffocato con dei fazzoletti di carta ficcati in gola. I genitori del bimbo rimasero senza nome per anni fin quando, guidati dalla denuncia tardiva di un parente, lo scorso novembre i carabinieri, sono riusciti a identificarli. Il padre-nonno e’ stato arrestato e ha negato ogni addebito, nonostante le conferme arrivate dal test del Dna. La donna, invece, ha raccontato di aver partorito sola in un bagno e di aver consegnato il neonato vivo al padre senza conoscere le sue intenzioni.

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