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I vessilli di Pattada si raccontano in “Banderas e Cadderis”





Un momento della serata_2Proiettato il documentario sulle processioni a cavallo e pratiche votive del paese del Monte Acuto. Pubblico numerosissimo nella chiesa del Rosario.

 

PATTADA 3 febbraio 2014 – Emozioni, ricordi e passioni sabato sera erano palpabili nell’area, tra il pubblico numeroso che ha assistito alla proiezione in anteprima del documentario di antropologia visuale “Banderas e Cadderis, processioni a cavallo e pratiche votive a Pattada”. La chiesa del Rosario, in piazza su Pebianu, a stento ha contenuto quanti non hanno voluto mancare all’appuntamento.

Quasi come a una delle feste raccontate nel documentario, pattadesi e non solo si sono ritrovati nella chiesetta situata nel centro del paese del Monte Acuto. La storia degli stendardi pattadesi, patrimonio delle “famiglie custodi”, bagaglio di cultura ancora poco conosciuto, si è svelato attraverso il documentario di quasi un’ora e mezza realizzato da sei giovani del paese, Andrea Campus, Pietro Campus, Mariella Campus, Giannella Bellu, Alessandro Pisano e Gian Piero Mongiu.

Il documentario di antropologia visuale si sviluppa in senso cronologico, passando per le tre principali feste che vengono celebrate nell’arco dell’anno. Prende l’avvio e si conclude con la festa della Beata Vergine del Carmelo (16 luglio) e lo scambio delle bandiere, nel mese di settembre, tra il priore uscente e quello entrante, quindi con la festa patronale di Santa Sabina (29 agosto) e quella della “Nostra Signora de su Meraculu” di Bitti (30 settembre).

 

Il documentario, rigorosamente in sardo, diventa la storia di ciascuna bandiera e mette al centro i sentimenti, le sensazioni, le gioie, i dolori dei cavalieri e dei custodi dei vessilli. E proprio loro, assieme al sindaco di Pattada Mario Deiosso e all’assessore comunale alla Cultura Filippo Corveddu, erano seduti tra i banchi per assistere alla proiezione.

 

Apprezzata l’elegante colonna sonora che accompagna le immagini dei cavalieri e delle bandiere. A realizzarla sono stati i musicisti Gianluigi “GiL” DettoriMarcello Peghin. In alcuni momenti del documentario, poi, le voci del Coro Santa Rughe di Pattada guidano i passi della processione dei fedeli che seguono il simulacro della Madonna del Carmelo.

 

Adesso gli ideatori del docu-film pensano già di presentarlo a numerosi festival di antropologia visuale in programma in Sardegna e nella Penisola.

 

Il documentario è stato in parte autofinanziato e in parte sovvenzionato dal Comune di Pattada e dalla Provincia di Sassari, attraverso i fondi della legge regionale numero 26 del 1997.

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