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Venite è nato il panettone, simbolo del Natale?





Forse molti di noi conoscono gli aneddoti che si raccontano sulla nascita della ricetta del panettone. Tra le tante abbiamo scelto una meno nota rispetto a quella di Ughetto degli Antellari e del suo amore per Adalgisa che lo spinse a creare l’odierno panettone. Vediamola insieme.

Siamo a Milano, alla corte di Ludovico Sforza e, come ogni Natale, il signore di Milano offre ai suoi amici un sontuoso banchetto. Il cuoco al servizio di Ludovico, stava facendo un’ottima figura. Tutto andava per il verso giusto.

Era il cuoco a capo  di molti sottoposti che da giorni si affacendavano ai fornelli. La sera del 24, i piatti si susseguivano uno dopo l’altro, con le giuste pause tra le portate sino ad arrivare all’ottimo dolce che doveva chiudere una cena così importante. Il cuoco naturalmente aveva provveduto di persona a curare l’impasto di questa  ricetta segreta che si tramandava di padre in figlio da secoli. In cucina il da farsi era tanto, tutti avevano qualcosa da fare e, proprio per questo, qualcuno scordò di togliere il dolce dal forno. Il cuoco avvicinandosi al forno trovò solo un ammasso bruciacchiato e immangiabile. Quale disperazione!

Certamente era ormai troppo tardi per preparare nuovamente un impasto così elaborato e Ludovico se la sarebbe presa con lui e lo avrebbe condannato a morte. Disperato il cuoco si abbandonò su una sedia e cominciò a piangere sommessamente. Toni, un povero sguattero, gli si avvicinò dicendo che aveva tenuto per sé un po’ dell’impasto del dolce perduto a cui si era permesso di aggiungere un po’ di frutta candita, uova, zucchero e uvetta; se il cuoco voleva poteva portare quel dolce a tavola. Disperato il cuoco infilò nel forno quell’impasto e cotto lo fece portare il dolce in tavola. Il pan del Toni, il panettone, riscosse moltissimo successo, e ancora oggi quel dolce fa natale.