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Sindaco di Posada ed Anas in disputa Su Comitadu pro sa limba sarda appoggia il primo cittadino





Cagliari, 18 mag-  Su Comitadu pro sa limba sarda protesta “vivamente per l’attacco alla lingua sarda da parte dell’Anas, l’ente gestore delle strade statali, che ha intimato al comune di Posada di togliere i cartelli stradali con la scritta ‘Pasada’ in quanto i cartelli posti sulle strade statali, recanti indicazioni non italiano sono fuori norma e suggerendo che il cartello venga sostituito con il toponimo del paese scritto su fondo marrone, come per le indicazioni turistiche”.


Lo ha detto all’Adnkronos Mario Carboni, portavoce di Su Comitadu pro sa limba sarda (Comitato per la lingua sarda, ndr), in merito alla richiesta dell’Anas di Sassari al sindaco di Posada di rimuovere i due cartelli stradali sulla Ss 125 Orientale sarda, con il nome del paese in lingua sarda ‘Pasada’ invece che in italiano Posada.

Su Comitadu pro sa limba sarda e’ solidale col sindaco Roberto Tola che si e’ rifiutato di togliere o sostituire i cartelli col toponimo in lingua sarda “e che ha considerato molto grave equiparare il toponimo scritto nella lingua della comunita’ ad un cartello turistico. E’ un ulteriore attacco ai diritti civili dei cittadini di Pasada, e – sottolinea Su comitadu pro sa limba sarda – di come sia parte di una piu’ complessa offensiva del colonialismo italiano contro i diritti civili collettivi di tutta la Nazione sarda che iniziando dai diritti linguistici e culturali, si rivolge contro quelli storici, economici, politici e istituzionali, chiedendo che vengano individuati e sanzionati i responsabili di questo atto discriminatorio e colonialistico”.

“La Sardegna e’ garantita dalla Costituzione, dalla sua legge d’attuazione, la 482/99, dalla legge regionale 26/97 e dai trattati internazionali come la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa e dalla Carta delle lingue europee, in quanto minoranza linguistica storica e – conclude Carboni – ha diritto alla toponomastica nella propria lingua, al suo insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado, all’uso pubblico e nei media con un bilinguismo perfetto pietra angolare di ogni processo di autodecisione nazionale”.


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