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Sardegna: nel Sassarese è allarme CO2





Sardegna, per tutti un paradiso di ecologia e ambiente, non è proprio così. Sembra infatti che il  nordovest della Sardegna registri  una quota di CO2 pro capite di 18,3kg, maggiore rispetto alla media regionale pari a 17 kg.

Il dato e’ condizionato dalla presenza di importanti insediamenti industriali, in particolare di produzione di energia elettrica da fonti tradizionali, in particolare l’olio combustibile usato nella centrale termoelettrica E.On di Fiumesanto, fortemente inquinante.

E’ allarme, infatti la Provincia di Sassari , si apprende,   entro pochi mesi il resoconto con i progetti di riduzione che ognuno dei 66 Comuni predisporra’ entro il 29 novembre prossimo, a un anno esatto dal Patto dei sindaci siglato a Bruxelles. I Paes, Piani di azione delle energie sostenibili, sono frutto di quell’accordo, che prevede anche l’incremento del 300% di energie rinnovabili in dieci anni, dal 2010 al 2020.

Secondo Edo Ronchi, l’ex ministro dell’Ambiente e attuale presidente della Fondazione sviluppo sostenibile, per raggiungere gli obiettivi si dovra’ lavorare su tre azioni: “Una produzione diffusa dalle energie rinnovabili, una mobilita’ sostenibile, non solo coi progetti delle ‘smart cities’, e la riduzione dei consumi degli edifici pubblici, tra i consumatori maggiori di energia in particolare di origine fossile”.

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