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Nuovi appuntamenti “Figli d’Arte Medas” Il Muto di Gallura di Enrico Costa a L’Avru – Viddalba





Appuntamenti dell’Associazione Figli d’Arte Medas Maggio- Giugno

Il Muto di Gallura di Enrico Costa
Spettacolo di Narrazione con Musiche di Scena
– Addia di Paola Alcioni e Antonimaria Pala (Maria Virginia Siriu, Andrea Congia, Juri Deidda) – Giovedì 31 Maggio 2012 – Samassi (VS)

- Il Muto di Gallura di Enrico Costa (Gianluca Medas, Baska e Coro di Aggius Galletto di Gallura) – Domenica 3 Giugno 2012 – Stazzi e Cussoggji – Viddalba (SS)

- Al termine Teatro Popolare 2012 | III Edizione – Rassegna di Teatro in Lingua Sarda – Guasila (CA)

www.traparolaemusica.com – www.myspace.com/andreacongia – www.facebook.com/andcongia

Addia di Paola Alcioni e Antonimaria Pala (Maria Virginia Siriu, Andrea Congia, Juri Deidda) – Giovedì 31 Maggio 2012 – Samassi (VS)

Addìa di Paola Alcioni e Antonimaria Pala

Maria Virginia Siriu, attrice
Andrea Congia, chitarra classica
Juri Deidda, sax tenore e sax soprano
Valentina Chirico per Manifattura Karalitana, abiti di scena
Lorenzo Perra, luci
Maria Virginia Siriu, regia

INGRESSO GRATUITO

Il reading Addia, che vede in scena Maria Virginia Siriu attrice, Andrea Congia alla chitarra classica e Juri Deidda al sax tenore e soprano, è un viaggio nell’intimità ancestrale dell’isola sarda.
Ha debuttato il 7 marzo 2012 al Teatro Tonio Dei di Lanusei.


Liberamente ispirato al romanzo omonimo “Addia”, vincitore della sezione in lingua sarda del Premio DELEDDA 2008, che riconduce ad unità attraverso l’utilizzo di un’unica grafia, le due principali varietà della lingua in cui è scritto (varietà campidanese e logudorese). Lingua sarda che è doppiamente presente: protagonista della scrittura e del tessuto narrativo. Da un lato perché molta parte della narrazione ruota intorno al sardo e alla proibizione (1567) di esso nei collegi dei gesuiti appena aperti in Sardegna, a causa di accordi intervenuti tra il sovrano spagnolo ed il Papa Nero. Dall’altro perché i due coautori operano una scelta precisa, erigendo la lingua a simbolo ma anche a pratica vissuta di libertà.

Il testo prende vita sulla scena in un ritmo sincopato che si fa parola, suono, movimento, visione.

Addia, storpiatura del suo vero nome, ma anche avverbio della lingua sarda che significa oltre, si muove oltre lo spazio e il tempo, sospesa tra le dimensioni della vita materiale e spirituale. L’energia, come un vento forte, la pervade e la unisce alla natura indomita, al battito della terra che con lei attraversa i suoi cicli di nascita, morte e rinnovamento.
È dalla natura, dalle sue erbe e piante che Addia trae i medicamenti per coloro che cercano cure per il corpo ma anche per l’anima. I medicamenti da soli non bastano, se non accompagnati dai “brebus”. Magia e potere della parola, del superamento delle dicotomie razionalistiche.

Attraverso la sua storia, si apprende che il di là al quale spesso ci contrapponiamo sta più a portata di mano, segreto nel nostro intimo, dentro di noi, pur (di)sconosciuto e censurato.

La sua storia costituisce il paradigma di una lotta nonviolenta che vede nella ricerca della propria identità il primo passo per una riaffermazione culturale e politica. Lei che è tutt’uno con le forze della natura e con questa terra di Sardegna in cui la volontà di autodeterminazione del popolo ribelle non si è mai sopita. E’ accusata di stregoneria e imprigionata.
Anche in prigione recita il padre nostro in sardo, trasgredendo un preciso divieto.
La lingua del popolo, questa bellissima lingua dai suoni magici, è il suo baluardo e quello di chiunque voglia, anche oggi, riappropriarsi delle proprie radici per costruire un futuro possibile in una dialettica tra identità locale e villaggio globale.
DIRE, RECITARE, ASCOLTARE la lingua sarda è di per sé straordinario, rivoluzionario e rivitalizzante.
Coproduzione Theandric Teatro Nonviolento/Figli d’Arte Medas

Paola Alcioni,
Cagliaritana, copywriter e traduttrice in lingua sarda, vincitrice dei più importanti premi di poesia in lingua sarda (Ozieri, Pasada, Romàngia), ha pubblicato – in italiano – “La stirpe dei re perduti” (2002) e, per ragazzi, “Il segreto della casa abbandonata” (2004) e “Mordipiedi il tenebroso” (2007). Alcuni suoi lavori sono stati portati in scena dalla Compagnia Olata, dalle coproduzioni Il Crogiuolo/Il Teatro del Sottosuolo e Teatro Impossibile/ Gruppo Batisfera.

Antonimaria Pala
Ha vinto premi e ricevuto importanti riconoscimenti nei principali concorsi letterari in lingua sarda. Cultore ed esecutore di musica di tradizione orale, unisce questa passione all’impegno militante per la tutela della lingua sarda e all’attività letteraria. Ha curato una raccolta di racconti in lingua sarda: “Sos Contos de Torpenet” per Edizioni Condaghes e numerose altri interventi in riviste, radio e tv.

Il Muto di Gallura di Enrico Costa (Gianluca Medas, Baska e Coro di Aggius Galletto di Gallura) – Domenica 3 Giugno 2012 – Stazzi e Cussoggji – Viddalba (SS)

Associazione Figli d’Arte Medas (in collaborazione con il Comune e la Pro Loco di Viddalba)

Il Muto di Gallura di Enrico Costa
Spettacolo di Narrazione con Musiche di Scena

Gianluca Medas – voce narrante

Baska – musiche originali – www.baskaproject.com
(Andrea Congia – chitarra classica / Massimo Loriga – sax tenore e soprano, clarinetto, flauto traverso, sulitu, trunfa e armonica a bocca / Arrogalla – live electronics)
Coro di Aggius Galletto di Gallura – voci – www.corodiaggius.com

Domenica 3 Giugno 2012 ore 19:30
Stazzi e Cussoggji – L’Avru – Viddalba (SS)

La narrazione con musica di scena, liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Enrico Costa, è stata dedicata al terribile Bastiano Addis Tansu, detto “Il muto di Gallura”, uno dei più feroci e disperati protagonisti della tremenda faida che dal 1849 al 1856 sconvolse il paese di Aggius, mietendo oltre settanta vittime. Sin dall’infanzia egli fu deriso ed emarginato dai coetanei essendo sordo muto e particolarmente violento. Dopo l’uccisione di suo fratello Michele il muto si diede alla macchia con l’obiettivo di vendicarlo. Battendo la campagna per alcuni anni diventerà uno spietato vendicatore che cesserà di seminare il terrore solo dopo la pace del 1856, nella quale si riappacificarono le potenti famiglie rivali dei Vasa, dei Mamia e dei Pileri. Il trio Baska (Andrea Congia, Massimo Loriga, Arrogalla), accompagnerà la narrazione di Gianluca Medas con le proprie sonorità desertiche, western, che faranno da sfondo alla narrazione della violenza e delle problematiche della società dell’epoca. La narrazione modulare verrà qui accompagnata dai Canti a Tasgia del Coro di Aggius Galletto di Gallura, canto polifonico tradizionale dei luoghi narrati nella vicenda, riflettendo così le intenzioni dell’autore che ha inserito all’interno de “Il Muto di Gallura” alcuni canti tradizionali del territorio. Violenza e passione nella rievocazione di un mondo che non c’è più.

Enrico Costa
Grazia Deledda, in una sua intervista, dichiarò di “essere discepola d’Enrico Costa”. È generalmente ritenuto come il più alto esponente del romanzo storico sardo, sebbene non il pioniere. Filo rosso di tutta la sua carriera artistica, in quanto quella lavorativa è stata quasi totalmente spesa nelle banche sassaresi, è stata la ricerca storica, volta alla conoscenza ed allo studio della Sardegna. Fra le sue opere più famose sono presenti “Sassari”, monumentale enciclopedia riguardante la storia della città sarda e “Il muto di Gallura” (1884), romanzo storico che venne tradotto anche in lingua tedesca. Costa raccontò che Giovanni Tolu, uno dei più noti banditi dell’Ottocento, gli narrò la sua storia e che lui la trascrisse e fece poi pubblicare sotto il titolo di “Giovanni Tolu, storia di un bandito sardo narrata da lui medesimo”.

Info e Contatti:
Associazione Figli d’Arte Medas
Segreteria Organizzativa | 345.3199602 | info@figlidartemedas.org | www.facebook.com/figlidartemedas


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