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Proteste dei pescatori della marineria di Bosa contro la pesca con il cianciolo





I pescatori di Bosa incassano la solidarietà del territorio e segnano il primo punto nella partita contro il peschereccio toscano “I dieci Angelillo” che, forte di un’autorizzazione del Ministero per le Politiche agricole, potrebbe cominciare già nelle prossime ore a praticare la cosiddetta pesca a ‘cianciolo’ sul mare di Bosa.


Intervenendo alla manifestazione che si è svolta questa mattina proprio davanti alla foce del Temo, l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Oscar Cherchi, ha annunciato per lunedì 25 la firma di un decreto che sospenderà la pesca nel mare di Bosa delle specie pregiate e a rischio.

Il decreto sarà valido per tutti e fermerà quindi anche i pescherecci della marineria di Bosa, ma secondo l’assessore sarebbe l’unico modo per fermare il peschereccio toscano armato con il famigerato cianciolo, un sistema di pesca che consente la cattura in tempi brevi di grandi quantità di pesce e proprio per questo contestato dai pescatori locali, che temono la devastazione finale di un habitat che già da tempo appare pericolosamente impoverito.

I pescatori toscani, il cui arrivo nel porto di Bosa era atteso per la giornata di oggi, dovranno quindi rinunciare alla loro campagna di pesca nelle acque della Sardegna occidentale,ma la marineria locale teme prove di forza e ha chiesto controlli accurati e severi anche per evitare il sorgere di tensioni con possibili problemi di ordine pubblico.

La manifestazione, con la riunione straordinaria del Consiglio comunale di Bosa e dell’Unione dei Comuni della Planargia, si è conclusa con l’occupazione simbolica del molo dell’Isola Rossa da parte di alcune decine di imbarcazioni.


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