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Regione Sardegna Individuati 44 comuni che non pagheranno l’Imu





L’assessore dell’agricoltura Oscar Cherchi ha firmato il decreto che individua i 45 comuni ricadenti in aree svantaggiate che si aggiungono a quelli montani e collinari gia’ esenti dall’applicazione dell’Imu.

Di fatto si estende lo status di area svantaggiata alla totalita’ dei comuni della Sardegna ad eccezione della citta’ di Cagliari. Sono 12 in provincia di Oristano, 12 in provincia di Cagliari, 7 nel Medio Campidano, 10 a Sassari, 3 a Olbia-Tempio e 1 a Nuoro.

La regione Sardegna si oppone cosi’ all’applicazione dell’Imu in agricoltura che, ”in un momento cosi’ difficile, – afferma l’assessore – rischia di diventare la goccia che fa traboccare il vaso. E’ un comparto vitale per l’intera economia isolana’. La Giunta Regionale lo scorso mese di giugno ha deliberato di affidare all’Assessorato dell’Agricoltura, su proposta dello stesso assessore Oscar Cherchi, l’individuazione esatta e i criteri di classificazione delle aree agricole che possano essere definite montane, di collina o svantaggiate.

”Era necessario, – spiega l’assessore – aggiornare l’elenco ed arrivare in tempi brevi ad una esatta localizzazione di queste aree per poi intervenire sul Governo nazionale con dati oggettivi che dimostrino che l’imposta municipale unica, la famigerata IMU, potrebbe rappresentare il colpo di grazia per le imprese agricole sarde. Nella nostra regione porterebbe alla chiusura di un gran numero di aziende, aumentando nel contempo la disoccupazione e la desertificazione dei territori. Non siamo alla ricerca di un escamotage per non pagare una tassa che, se nel resto d’Italia puo’ essere definita insopportabile ma necessaria, in Sardegna significherebbe la grave accentuazione di una crisi gia’ allarmante. Vogliamo invece il giusto riconoscimento della particolarita’ del nostro territorio nell’estremo tentativo di evitare un tragico naufragio della risorsa agricola. L’agricoltura sarda e’ gia’ alle prese con problemi endemici che si traducono purtroppo in una minore redditivita’ per ettaro rispetto alle altre regioni”. L’analisi del territorio contenuta nel Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 evidenzia la prevalenza in Sardegna delle zone ad agricoltura estensiva rispetto a quella intensiva. La aree con problemi complessivi di sviluppo interessano oltre l’80% del territorio regionale. Queste aree presentano caratteristiche orografiche e climatiche tali da determinare, nel loro insieme, condizioni di forte svantaggio per le aziende agricole ricadenti in quei territori. ”In molte zone dell’isola – conclude l’assessore – non c’e’ la possibilita’ di avere l’energia elettrica e servono costosi generatori. Altre zone agricole sono difficili da raggiungere perche’ mancano le strade rurali. Queste difficolta’ concorrono a determinare l’abbandono delle attivita’ agricole, e causano squilibri di natura sociale ed effetti negativi sull’ambiente. L’abbandono del suolo dagli agricoltori, porterebbe anche conseguenze ambientali negative in termini di riduzione della biodiversita’, aumento dei fenomeni di erosione e di dissesto idrogeologico, oltre che di squilibri territoriali di natura socio-economica. E’ necessario, pertanto, incentivare gli operatori a mantenere la loro attivita’ sul territorio”.

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