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Truffa dei videogiochi Smascherato impiegato infedele





 Il Gruppo Guardia di Finanza di Cagliari ha scoperto una truffa ai nel settore dei videogiochi e sequestrato tutti i beni di un dipendente dei Monopoli di Stato di Cagliari e di alcuni dei suoi presunti corruttori. Le indagini, partite nel settembre del 2009 e coordinate dal pm Guido Pani, sono durate un anno e mezzo e hanno consentito di scoprire le attivita’ illecite di G.F. di Serramanna (Cagliari), dipendente dei Monopoli.

L’uomo agevolava i titolari di molte societa’ di videogame, avvisandoli dei controlli. L’indagine e’ partita dopo un blitz della Gdf, per un’attivita’ di ”analisi di rischio” sui controlli degli apparecchi, attivita’ che ha evidenziato frodi informatiche aggravate e continuate ai danni dello Stato perpetrate da due coniugi di Cagliari. Secondo la Gdf, G.F. asserviva le sue funzioni agli interessi dei gestori con attivita’ contrarie ai suoi doveri e rivelazioni di segreti d’ufficio, attraverso preavviso dei controlli, restituzione delle schede sequestrate, operando false distruzioni di schede confiscate e sostituendo quelle sequestrate con altre di scarso valore, dando consulenza ai gestori per le istanze ed i ricorsi nei confronti dell’Aams, favorendo l’applicazione di sanzioni in misura ingiustificatamente ridotta, omettendo anche l’iscrizione delle sanzioni non pagate e la trasmissione degli atti ad Equitalia per la riscossione.

Nell’indagine e’ coinvolta anche la moglie dell’uomo, che, sempre a conoscenza delle attivita’ che il marito svolgeva quotidianamente con i gestori ”amici”, lo avrebbe incoraggiato alla commissione dei reati e avrebbe accettato regali dai suoi corruttori: televisori, cellulare, cordless, i-phone, bicicletta, generi alimentari, capi di abbigliamento procurati illecitamente. G.F. e’ quindi indagato per reati che vanno dalla ricettazione insieme alla moglie, alla rivelazione di segreti d’ufficio, alla truffa aggravata ai danni dell’Aams, peculato e corruzione. L’uomo poi presentava all’Aams ricevute fiscali per pasti consumati per il rimborso, in occasione di missioni fuori sede, ma dei quali non ne aveva sostenuto il costo, perche’ pagati dai vari gestori di giochi. In piu’ occasioni si e’ appropriato anche delle monete conservate negli apparecchi sequestrati e depositati in custodia all’Aams, di schede da gioco presenti negli apparecchi sequestrati o destinati alla confisca ed alla distruzione e che, invece, restituiva ai proprietari o li cedeva a terzi. I presunti corruttori di G.F. risultano 11 e sono titolari di societa’ di video giochi. (Adnk)

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