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Testo interrogazione PD contro la violenza verso gli amministratori locali sardi





Al Ministro dell’Interno
MELIS-CALVISI-FADDA-MARROCU-PARISI-PES-SCHIRRU
Per sapere; premesso che:
Si succedono da tempo in Sardegna attentati dinamitardi e altre gravi violenze ai danni di amministratori locali, specie delle zone interne dell’isola, nonché minacce e intimidazioni di varia natura;
In particolare nelle ultime settimane si sono succeduti: a) un grave atto di danneggiamento contro il sindaco di Sindia Francesco Scanu, con esplosione di un ordigno nell’autorimessa privata del sindaco; b) una lettera anonima con minacce di morte recapitata al sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi; c) una lettera minatoria, con analoghe minacce estese alla famiglia e con allegate due pallottole, indirizzata al sindaco di Bonorva Giammario Senes;
Ognuno di questi episodi si inquadra plausibilmente i contesti diversi e trae motivazione da differenti cause, e tuttavia tutti insieme, questi e numerosi altri simili fatti succedutisi nel 2011 e nel 2010 configurano una vera e propria offensiva, tipica della situazione sarda e in particolare della Sardegna interna, contro chi in zone difficili e isolate amministra onestamente la cosa pubblica;
Raramente le indagini hanno sinora sortito effetti positivi, restando spesso gli autori di questi delitti sconosciuti e quindi impuniti, ciò che naturalmente incoraggia la reiterazione del reato da parte degli stessi soggetti o di altri che ritengano di poter risolvere in tal modo un contenzioso nei confronti delle amministrazioni;
Più specificamente l’ultimo episodio, relativo al sindaco di Bonorva Giammario Senes, solleva alcuni interrogativi che non possono restare senza risposta. Il caso si inquadra nella annosa vicenda della tenuta forestale “Mariani”, in agro comunale, una vasta tenuta (800 ettari circa) di proprietà del Comune, che l’ente ha destinato da tempo ad uso di forestazione, con impiego di circa 30 lavoratori della zona;
In tale tenuta si sono immessi abusivamente da qualche tempo quattro pastori, nativi di altra località sarda (di Orotelli), per pascolarvi le vacche, resistendo alle reiterate intimazioni del sindaco di sgombrare i luoghi per consentirne la destinazione sopra menzionata; tali individui si sono resi protagonisti inoltre di atti resistenza violenta nei confronti dei membri della locale Compagnia barracellare, giungendo, nella giornata del 21 maggio, ad inseguirne e ferirne uno mentre la Compagnia era impegnata a fare eseguire gli ordini del sindaco;
Contro tale stato di cose il sindaco, dopo avere esperito invano le vie bonarie, ha presentato tempestivamente una denuncia circostanziata alla Procura della Repubblica, denuncia in merito alla quale (si apprende proprio in queste ore, dopo le minacce) la Procura ha ritenuto in data 2 marzo scorso di fare richiesta di archiviazione; ha emesso poi il 18 maggio scorso una ordinanza di sgombero immediato (la n. 24), motivata oltre che dal rispetto delle precedenti delibere comunali da gravi motivi d’ordine sanitario (essendo tra l’altro il bestiame immesso abusivamente nel fondo privo degli adeguati controlli sanitari); tale ordinanza è stata come di rito resa nota alle forze dell’ordine, perché la eseguissero, nonché inviata il 21 maggio al Procuratore della Repubblica di Sassari e per conoscenza al Prefetto di Sassari, al Questore di Sassari, al Comandante provinciale dei Carabinieri e al Comandante della Compagnia locale;
Oltre a dover sottolineare che la denuncia è stata archiviata, si osserva che nessun’altra reazione si è registrata a queste circostanziate denunzie né alcun effetto esse hanno esercitato sul protrarsi dell’abuso in atto. Il che, se nel caso della archiviazione denota ad avviso dell’interrogante una sottovalutazione della situazione di tensione creatasi nel territorio di Bonorva, nel caso della inadempienza all’ordinanza di sgombero è inspiegabile, dovendosi senz’altro ottemperare da parte della forza pubblica;
Di qui una delegittimazione di fatto dell’autorità del sindaco, quadro nel quale certamente si inserisce il criminoso episodio della lettera contente le minacce di morte a Giammario Senes e ai suoi familiari, lettera accompagnata dall’invio di due pallottole di rivoltella;
Quali spiegazioni possa dare il Ministro circa il fatto che per lo meno dal 21 maggio sino alla data dell’episodio criminoso non si sia provveduto ad effettuare come di dovere lo sgombero, contribuendo con tale inadempienza a provocare una situazione di illegalità tollerata che ha evidentemente incoraggiato l’autore delle minacce e che, protraendosi ancora, potrebbe ulteriormente motivarlo a metterle in atto;
Se non ritenga il Ministro di operare urgentemente perché la legge, a Bonorva come altrove in Sardegna, sia tempestivamente rispettata e l’ordinanza del sindaco eseguita, garantendo così agli amministratori la doverosa collaborazione dello Stato in tutte le sue espressioni e rendendo chiaro che essi non agiscono uti singuli, per fini privati di ostilità a questo o quell’interesse, ma come rappresentanti dello Stato stesso e in nome dell’interesse pubblico;
Quali indagini si stiano compiendo per identificare l’autore o gli autori delle minacce anonime;
Quali provvedimenti, più in generale, si intendano assumere per contrastare il ripetersi di episodi simili in varie zone della Sardegna, assicurando una maggiore vigilanza e presenza sul territorio delle forze dell’ordine e fiancheggiando con maggiore efficacia le amministrazioni locali, troppo spesso lasciate sole di fronte a responsabilità sociali che, nell’attuale situazione di crisi economica, vanno facendosi di enorme peso e rilevanza.

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