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Patentino del frigorista, a Cagliari un seminario della CNA





LA CNA ILLUSTRA A CAGLIARI LA NUOVA NORMATIVA CHE IMPONE LA CERTIFICAZIONE A TUTTE LE IMPRESE CHE INSTALLANO IMPIANTI CHE EMETTONO GAS AD EFFETTO SERRA

Cagliari, 6 settembre 2012 – Nuovi adempimenti per le imprese che in Sardegna installano refrigeratori, condizionatori d’aria, pompe di calore e sistemi antincendio. In base al Dpr 43/2012 entrato in vigore lo scorso maggio, che ha recepito il regolamento 842/2006 dell’Ue che mira a ridurre le emissioni di alcuni gas a effetto serra secondo il Protocollo di Kyoto, gli operatori dovranno essere muniti di una apposita certificazione. Del cosiddetto “patentino del frigorista ” – che interessa in Sardegna circa 1200 imprese per oltre tremila addetti – si è parlato oggi in un affollato seminario organizzato a Cagliari dalla Cna Costruzioni-Impianti proprio per informare le imprese artigiane sugli adempimenti previsti dalla nuova normativa. Come ha sottolineato Guido Pesaro, responsabile nazionale Cna Installazione Impianti, che ha illustrato la nuova normativa, il DPR 43 obbliga gli operatori ad iscriversi ad un apposito registro nazionale, il Registro dei tecnici del freddo, e ottenere specifica certificazione valida per 10 anni previo il superamento di un esame tecnico pratico. Durante il seminario – moderato dal segretario regionale della Cna Francesco Porcu e introdotto dal saluto di Giancarlo Lilliu, vice presidente vicario Unione Regionale Costruzione – non e’ mancata qualche critica, visto che il provvedimento – come ha spiegato nel suo intervento Carmine Battipaglia, presidente nazionale Cna Installazione Impianti – è stato emanato senza una preventiva consultazione delle associazioni di categoria. Dal momento della creazione del registro, che dovrebbe avvenire in questi giorni, aziende e operatori avranno 60 giorni per iscriversi e ottenere un certificato provvisorio di sei mesi entro i quali dovranno fare un esame e conseguire il certificato definitivo (negli altri paesi europei il regime transitorio è stato di 2 anni). Proprio i tempi ristretti, come ha evidenziato Guido Pesaro, rischiano di paralizzare le imprese visto il numero ridotto di enti autorizzati alla certificazione. La necessaria regolarizzazione comporterà per le imprese – che per poter essere a norma dovranno avere alle proprie dipendenze una persona certificata ogni 80mila euro di fatturato – una spesa tra i 400 e 700 euro per ogni operatore. Il datore di lavoro dovrà inoltre farsi redigere da un consulente un apposito piano di qualità. Non è invece chiaro se l’iscrizione al registro comporterà il pagamento della tassa di concessione governativa, pari a 170 euro. La nuova normativa impone infine agli operatori di comunicare entro il 31 maggio di ogni anno al ministero dell’Ambiente la quantità di emissioni in atmosfera dell’anno precedente.

Alessandro Zorco
Ufficio stampa CNA Sardegna

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