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Renato Soru pagherà 7milioni di euro al fisco





Renato Soru  ex governatore della Sardegna e patron di Tiscali, , ha firmato ieri l’adesione alla contestazione dell’Agenzia delle Entrate di Cagliari per una presunta evasione fiscale.  Soru si è impegnato a pagare  7 milioni di euro in tre anni di cui circa la metà per tasse considerate dovute, e la parte rimanente per multe e sovra tasse varie. La vicenda riguarda il presunto mancato pagamento di alcune imposte nel periodo 2005-2009.

E’ lui stesso a darne comunicazione sul suo profilo di  Facebook .

“Ad oggi – scrive l’ex presidente della Regione sarda -, anche in esito ad approfonditi accertamenti giudiziari, ritengo stia emergendo con chiarezza l’assoluta trasparenza e rigorosa osservanza delle norme nella gestione della societa’, costantemente improntata all’esclusiva tutela degli interessi generali, dei creditori e dei lavoratori. La societa’, emerge chiaramente anche nei dati della recente relazione semestrale, e’ tutto fuorche’ una scatola vuota”. Soru dice che Tiscali “paga puntualmente lo stipendio a circa mille persone, ha generato e genera un importante indotto, genera cassa, un margine operativo positivo per circa 60 milioni su base annua, e pur nella crisi generale mostra un nettissimo miglioramento rispetto al passato”.

Soru ritiene  comunque ingiusta l’ipotesi di tassazione dei redditi applicata dall’Agenzia delle Entrate.
“La massima parte dei rilievi riguarda un profitto che si sarebbe realizzato solo sulla carta, per il quale non ho invece mai percepito alcuna somma, e che invece, secondo l’opinione degli accertatori, avrei comunque dovuto dichiarare come reddito imponibile. Credo sia di totale evidenza, per chiunque in buona fede, che l’entità delle somme effettivamente dovute e non versate non possono essere ricondotte al tentativo di un mio arricchimento indebito, alla luce del mio comportamento in tutti questi anni della storia di Tiscali, che ha riguardato patrimonializzazioni enormi di cui non ho mai voluto approfittare, avendo unicamente legato la mia situazione economica alle sorti della società.”

Io oggi non ho patrimoni, escluso alcune ben note proprietà immobiliari (la casa di Villasimius, l’area dell’ex colonia di Funtanazza e la mia casa a Cagliari) e la mia quota di partecipazione in Tiscali. Mantengo, come ho avuto in tutti questi anni, un unico conto corrente bancario come tanti di noi. Le tre proprietà immobiliari sono state tutte messe in vendita per far fronte agli obblighi derivanti dall’accordo odierno e ad un passato finanziamento per la ricapitalizzazione di Tiscali.

Ex governatore della Sardegna rimarca comunque l’impegno a pagare i sette milioni di euro e per il suo lavoro “Mi rimane il mio lavoro e la partecipazione in Tiscali, l’impegno per il suo risanamento, il suo rilancio, la sicurezza dei posti di lavoro e la considerazione della responsabilità sociale che l’impresa riveste. Mi rimane l’impegno per la cosa a cui ho sempre tenuto di più, non le opportunistiche speculazioni finanziarie, ma l’affermazione industriale di Tiscali e il suo contributo alla crescita generale”.

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